Eye
Prima esposizione dei miei quattro lavori digitali stampati su tela dal titolo EYE.
Presso Re Desiderio in via Vicolo Lungo 11 Brescia

Un grazie particolare a Sara, Daniele, Simona e Fabio.
Presso Re Desiderio in via Vicolo Lungo 11 Brescia

Un grazie particolare a Sara, Daniele, Simona e Fabio.
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Papillon
14/07/07 13:12 Filed in: Photo
Sul numero di Maggio di Kult c'è un meraviglioso redazionale firmato da Richard Machado. Spazi bianchi indefiniti. Nebbie leggere e fiabesche da cui nascono figure eteree dai colori innocenti, immerse in dettagli naturali ma digitali. Volti truccati da pallide bambole con labbra piccole come boccioli di rosa rosso fuoco. Testa, gambe e braccia fasciate in un nero e lucido pvc. Sogno ed erotismo. Visioni orientali concetti occidentali. Donne oggetto o bambole incantatrici. In questo redazionale i generi si mischiano, i tempi si fondono e le estetiche si rincorrono dando vita a qualcosa di totalmente nuovo e allo stesso tempo già visto, come un deja vu.







Allegri bisturi e mani da incubo
28/06/07 16:22 Filed in: Spettacolo
Ieri sera assieme ad una temperatura quasi autunnale, nel parco dei Circhi di Mompiano è sorto dal nulla un ospedale da campo. Tenda con croce rossa e autoambulanza con sirena accesa. Prima di farci strada nella tenda, un buffo dottore, occhialuto, basso, accanito fumatore di sigari e il suo assistente, ci hanno sterilizzato per bene, facendoci capire che all'interno qualcosa di serio e importante stava per avvenire. Una volta entrati è bastata un'occhiata veloce per renderci conto che davanti a noi era stata allestita tra barattoli di pelati, bottiglie di birra vuote, cassette di legno e mille altre cianfrusaglie, una sala operatoria. Un lenzuolo azzurro copriva interamente il ventre abnorme del paziente già da tempo sotto anestesia. L'intervento ha inizio. Un paio di buchi con un trapano, un cavaturaccioli, e un grosso foro è stato aperto nel ventre del paziente misterioso. Grazie ad una sonda endoscopica possiamo introdurci e ammirare su un monitor le sorprese che contiene quella grossa pancia. C'è di tutto lì dentro: vizi, golosità, lussuria e pure un passaggio a livello con mucche e tram. Una casetta con una piccola porta che viene fatta detonare per arraffare tutti i soldi che contiene. Ma basta toccare i luccicanti dobloni che il paziente si sveglia urlante. Panico, incredulità, divertimento. Il paziente misterioso altri non è che Il Lupo Cattivo. Occhioni grossi e rotondi, orecchie grandi, bocca grande con denti aguzzi e lingua lunga penzolante. Sì, non c'è ombra di dubbio quello è il più popolare degli "antieroi" fiabeschi per eccellenza, che con una martellata in testa viene rimesso al suo posto. L'intervento può riprendere, ma ora dalla pancia aperta le cose iniziano ad uscire di loro spontanea volontà. Una Biancaneve in stato interessante che passa annoiata l'aspirapolvere sul ventre nero e peloso. Una seconda casetta, con una secondo lupo che mangia tutti quelli che vi entrano, pecore, paperelle di gomma, monumenti artistici. Ma ecco finalmente un cestino, e poi Cappuccetto Rosso e la Nonna. Salvi. Liberati non dal coraggioso e affidabile cacciatore, ma da uno sprovveduto e scellerato dottore ormai cieco e in pensione da tempo. Applausi senza fine per "Bisturi" uno spettacolo esilarante, sopra le righe, visionario e burlesco, ideato dalla compagnia "Tof Théâtre" (Belgio), dove tutto è affidato all'espressività gestuale delle marionette e ai suoni onomatopeici.

"La Mano" invece, della compagnia francese "Tro-Héol" ha tutt'altra atmosfera. Sempre grazie alle marionette la storia messa in scena è quella di Roberto che grazie ad un importante e delicato intervento chirurgico ottiene una nuova mano che sostituirà la sua persa in un incidente. Purtroppo questa nuova mano è molto più grande e più brutta della precedente e sembra proprio non volersi far "addomesticare" dal suo nuovo proprietario. Inizia così una dura lotta. Una convivenza involontaria che diventa sempre più insopportabile. Due entità autonome dotate ognuna di una propria personalità, e impegnate ciascuna a prendere il controllo dell'altra. Lo spettacolo è denso di un humour nero e da incubo che ha tratti ricorda i paradossi e l'ineluttabilità di Kafka, in letteratura, o il macabro e inquietante cinema di Cronenberg. Grazie a sapienti giochi di luci gli spettatori entrano negli incubi di Roberto dove la lotta è più accesa ed evidente e dalla quale non uscirà alcun vincitore. Il testo, di "Javier Garcìa Teba" è semplice, ma profondo e capace di porre molteplici interrogativi. Può capitare a chiunque di scoprirsi a convivere con una parte di sé nuova o forse semplicemente sconosciuta o non voluta che però a un certo punto pretende di essere ascoltata e non può essere più ignorata. La lotta personale e profonda che nascerà, è inasprita anche da fattori esterni, dalla percezione che gli altri hanno di noi e quella che noi vogliamo dare.
La questione potrebbe anche essere posta sul piano puramente medico o chirurgico. Quanto la nostra scienza e le nostre conoscenze ci modificheranno, quanto ci stanno aiutando o distruggendo. Labbra e tette di silicone, facce di plastica e corpi gonfiati ormonalmente è possibile un giorno svegliarsi e non riconoscersi più. Oppure abdicare e adattare tutta la nostra personalità alla nostra faccia nuova fresca di bisturi che ci impone un zigomo alto e deciso, sopracciglia sottili e inespressive come le labbra gonfie e invadenti.
Un semplice burattino, un involucro senza vita propria ci spinge ad interrogarci.


"La Mano" invece, della compagnia francese "Tro-Héol" ha tutt'altra atmosfera. Sempre grazie alle marionette la storia messa in scena è quella di Roberto che grazie ad un importante e delicato intervento chirurgico ottiene una nuova mano che sostituirà la sua persa in un incidente. Purtroppo questa nuova mano è molto più grande e più brutta della precedente e sembra proprio non volersi far "addomesticare" dal suo nuovo proprietario. Inizia così una dura lotta. Una convivenza involontaria che diventa sempre più insopportabile. Due entità autonome dotate ognuna di una propria personalità, e impegnate ciascuna a prendere il controllo dell'altra. Lo spettacolo è denso di un humour nero e da incubo che ha tratti ricorda i paradossi e l'ineluttabilità di Kafka, in letteratura, o il macabro e inquietante cinema di Cronenberg. Grazie a sapienti giochi di luci gli spettatori entrano negli incubi di Roberto dove la lotta è più accesa ed evidente e dalla quale non uscirà alcun vincitore. Il testo, di "Javier Garcìa Teba" è semplice, ma profondo e capace di porre molteplici interrogativi. Può capitare a chiunque di scoprirsi a convivere con una parte di sé nuova o forse semplicemente sconosciuta o non voluta che però a un certo punto pretende di essere ascoltata e non può essere più ignorata. La lotta personale e profonda che nascerà, è inasprita anche da fattori esterni, dalla percezione che gli altri hanno di noi e quella che noi vogliamo dare.
La questione potrebbe anche essere posta sul piano puramente medico o chirurgico. Quanto la nostra scienza e le nostre conoscenze ci modificheranno, quanto ci stanno aiutando o distruggendo. Labbra e tette di silicone, facce di plastica e corpi gonfiati ormonalmente è possibile un giorno svegliarsi e non riconoscersi più. Oppure abdicare e adattare tutta la nostra personalità alla nostra faccia nuova fresca di bisturi che ci impone un zigomo alto e deciso, sopracciglia sottili e inespressive come le labbra gonfie e invadenti.
Un semplice burattino, un involucro senza vita propria ci spinge ad interrogarci.

Suggestioni da un altro mondo
24/06/07 16:23 Filed in: Spettacolo
Sabato sera sono andato a vedere lo spettacolo di circo contemporaneo della Compagnia Zanzibar, questa è la recensione pubblicata poi su lago-di-garda.net.
Sabato 23 Giugno alle ore 22,00, presso il Parco dei Circhi, la Compagnia Zanzibar (Francia) è tornata a stupire e divertire il pubblico sotto uno chapiteau rosso fuoco, con il suo nuovo spettacolo Sang et Or. Compagnia strettamente legata al percorso artistico e particolarmente prolifico di Jef Odet che a Brescia portò nel 2000 lo spettacolo "Sans Marchandise" e nel 2003 "Mano a Mano".
"Rosso come il sangue, il sudore e la paura che si mescolano alla pista. Lucente come l’oro, il prezzo da pagare per la nostra libertà. Sang et Or: 13 acrobati, 5 musicisti, 1 cavallo per uno spettacolo popolare, di circo “tradizionale e contemporaneo”.
Sang et Or è una creazione totalmente atipica, che mira a raggiungere un pubblico lontano dai circuiti convenzionali.
Sang et Or è uno spettacolo popolare, è l’inaudito incontro tra l’exploit dell’acrobata, la musica, l’anarchia della poesia e la gioia.
Sang et Or è la ricerca della purezza del gesto circense, interamente concentrato nella dimensione performativa."
Questa la descrizione che la stessa Compagnia Zanzibar dà del proprio spettacolo, una mescolanza di elementi eterogenei che ricreano in modo semplice ma efficace un'atmosfera onirica. Gli acrobati sembrano usciti da vecchi film muti in bianco e nero. Una donna volteggia solitaria e fiera sul suo trapezio, accompagnata da una appassionato e sensuale tango. Sotto il ritmo di una musica tribale una coppia celebra il proprio amore lanciandosi in pericolose acrobazie. Un giocoliere affascina coi suoi giochi al ritmo di samba. E poi Jazz, armoniche e musiche celtiche. Equilibristi che si piegano come fili d'era reggendosi solo sulle loro mani. Salti nel vuoto aggrappati ad una pertica. Ogni gesto è misurato, calcolato, leggero ma efficace, sottile ma essenziale per intessere col pubblico un rapporto che lo porta ad oscillare costantemente tra il semplice ruolo di spettatore e quello di interprete e protagonista. Tanta tensione, tanto sudore ma anche molto divertimento, grazie ad una serie di gag tra un'esibizione e l'altra veramente esilaranti che stemperano l'atmosfera che a volte si surriscalda.
Alla fine dello spettacolo si può restare a bere qualcosa appena fuori dal tendone in compagnia di tutti gli acrobati e del loro fedele amico Taco, un bellissimo cagnone nero mascotte della compagnia. E così, tra una birra e l'altra, tra reciproche lezioni di francese/italiano e italiano/francese uno a uno i componenti del gruppo si congedano con un amichevole "ciao" o "buona notte" con grandi sorrisi stanchi ma soddisfatti di essere riusciti ancora una volta a divertire, coinvolgere, emozionare e trascinare un nuovo pubblico in un nuovo e magico mondo.
Lo spettacolo replicherà dal 23 al 30 Giugno e dal 3 al 5 Luglio.

Sabato 23 Giugno alle ore 22,00, presso il Parco dei Circhi, la Compagnia Zanzibar (Francia) è tornata a stupire e divertire il pubblico sotto uno chapiteau rosso fuoco, con il suo nuovo spettacolo Sang et Or. Compagnia strettamente legata al percorso artistico e particolarmente prolifico di Jef Odet che a Brescia portò nel 2000 lo spettacolo "Sans Marchandise" e nel 2003 "Mano a Mano".
"Rosso come il sangue, il sudore e la paura che si mescolano alla pista. Lucente come l’oro, il prezzo da pagare per la nostra libertà. Sang et Or: 13 acrobati, 5 musicisti, 1 cavallo per uno spettacolo popolare, di circo “tradizionale e contemporaneo”.
Sang et Or è una creazione totalmente atipica, che mira a raggiungere un pubblico lontano dai circuiti convenzionali.
Sang et Or è uno spettacolo popolare, è l’inaudito incontro tra l’exploit dell’acrobata, la musica, l’anarchia della poesia e la gioia.
Sang et Or è la ricerca della purezza del gesto circense, interamente concentrato nella dimensione performativa."
Questa la descrizione che la stessa Compagnia Zanzibar dà del proprio spettacolo, una mescolanza di elementi eterogenei che ricreano in modo semplice ma efficace un'atmosfera onirica. Gli acrobati sembrano usciti da vecchi film muti in bianco e nero. Una donna volteggia solitaria e fiera sul suo trapezio, accompagnata da una appassionato e sensuale tango. Sotto il ritmo di una musica tribale una coppia celebra il proprio amore lanciandosi in pericolose acrobazie. Un giocoliere affascina coi suoi giochi al ritmo di samba. E poi Jazz, armoniche e musiche celtiche. Equilibristi che si piegano come fili d'era reggendosi solo sulle loro mani. Salti nel vuoto aggrappati ad una pertica. Ogni gesto è misurato, calcolato, leggero ma efficace, sottile ma essenziale per intessere col pubblico un rapporto che lo porta ad oscillare costantemente tra il semplice ruolo di spettatore e quello di interprete e protagonista. Tanta tensione, tanto sudore ma anche molto divertimento, grazie ad una serie di gag tra un'esibizione e l'altra veramente esilaranti che stemperano l'atmosfera che a volte si surriscalda.
Alla fine dello spettacolo si può restare a bere qualcosa appena fuori dal tendone in compagnia di tutti gli acrobati e del loro fedele amico Taco, un bellissimo cagnone nero mascotte della compagnia. E così, tra una birra e l'altra, tra reciproche lezioni di francese/italiano e italiano/francese uno a uno i componenti del gruppo si congedano con un amichevole "ciao" o "buona notte" con grandi sorrisi stanchi ma soddisfatti di essere riusciti ancora una volta a divertire, coinvolgere, emozionare e trascinare un nuovo pubblico in un nuovo e magico mondo.
Lo spettacolo replicherà dal 23 al 30 Giugno e dal 3 al 5 Luglio.

Un Toco d'estate
11/06/07 10:26 Filed in: Music
Quest'anno i mitici Gotan Project non hanno pubblicato nessun album, quindi mi sono ritrovato alla disperata ricerca di una nuova ed adeguata colonna sonora per questa estate 2007.
Sfogliando una rivista mi sono ritrovato a leggere di questo Tomaz Di Cunto, in arte Toco, di San Paolo, laureato in Scienze della Comunicazione e che collaborando presso una stazione televisiva come esperto musicale ha la fortuna di conoscere da vicino miti come Gilberto Gil, Caetano Veloso e Joao Donato. Arrivato in Italia collabora col produttore milanese Stefano Tirone approdando così alla Schema Records: autentico laboratorio musicale dove si coniugano suoni di tendenza e qualità dei contenuti. Nei suoi lavori i ritmi della samba e della bossanova si scrollando di dosso l'aria de déjà entendu che troppo spesso caratterizzano i dischi che omaggiano la tradizione brasiliana.
Queste poche righe mi bastano per accendere in me la curiosità di ascoltare qualche suo pezzo. L'esordio nel 2004 con "Instalacao Do Samba" è ottimo, le sonorità brasiliane in certi brani si fondo con delicatezza e sapienza con ritmi breakbeat. Questo nuovo lavoro "Outro Lugar" è percorso invece da una forte influenza jazz e ospita delle personalità d'eccezione come Rosalia De Suoza, Roberto Menescal e Coralie Clément.
Impossibile ascoltare questi brani e non essere trasportati con la mente in piacevoli serate in spiaggia, a piedi scalzi sulla sabbia ancora calda, sorseggiando ottimi cocktail, conversando amabilmente con perfetti e simpatici sconosciuti, trovando l'anima gemella per una sera, con cui ridere e divertirsi sotto una palma, guardano luccicare il mare sotto la Luna.
Bravo Toco!


Sfogliando una rivista mi sono ritrovato a leggere di questo Tomaz Di Cunto, in arte Toco, di San Paolo, laureato in Scienze della Comunicazione e che collaborando presso una stazione televisiva come esperto musicale ha la fortuna di conoscere da vicino miti come Gilberto Gil, Caetano Veloso e Joao Donato. Arrivato in Italia collabora col produttore milanese Stefano Tirone approdando così alla Schema Records: autentico laboratorio musicale dove si coniugano suoni di tendenza e qualità dei contenuti. Nei suoi lavori i ritmi della samba e della bossanova si scrollando di dosso l'aria de déjà entendu che troppo spesso caratterizzano i dischi che omaggiano la tradizione brasiliana.
Queste poche righe mi bastano per accendere in me la curiosità di ascoltare qualche suo pezzo. L'esordio nel 2004 con "Instalacao Do Samba" è ottimo, le sonorità brasiliane in certi brani si fondo con delicatezza e sapienza con ritmi breakbeat. Questo nuovo lavoro "Outro Lugar" è percorso invece da una forte influenza jazz e ospita delle personalità d'eccezione come Rosalia De Suoza, Roberto Menescal e Coralie Clément.
Impossibile ascoltare questi brani e non essere trasportati con la mente in piacevoli serate in spiaggia, a piedi scalzi sulla sabbia ancora calda, sorseggiando ottimi cocktail, conversando amabilmente con perfetti e simpatici sconosciuti, trovando l'anima gemella per una sera, con cui ridere e divertirsi sotto una palma, guardano luccicare il mare sotto la Luna.
Bravo Toco!

